IL LIBRETTO VERDE  
ADEMPIMENTI DEL CURATORE FALLIMENTARE

  Aggiornato al 7 dicembre 2017

  Alessandro TORCINI

 

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ADEMPIMENTI INIZIALI

 

¨ appena venuto a conoscenza della nomina, configurare la procedura sul programma di gestione PCT

(la scelta del programma di gestione spetta al curatore. La spesa non può essere messa a carico dei creditori. Il costo sarà poi rimborsato al curatore nei limiti del 5% del compenso ex art. 4 comma 2 Decreto Ministero della Giustizia 25 gennaio 2012 n. 30)

(a Firenze è disponibile gratuitamente il programma gestionale www.procedure.it)

(al primo incarico telefonare al n.0586 20141 per iscriversi al sito)

 

¨ il più presto possibile, munirsi di PEC del fallimento

Nota:

1 - si consiglia di utilizzare una PEC per ogni fallimento (per praticità, è sconsigliato usare la propria PEC)

2 – non è necessaria l’autorizzazione del G.D. né per richiedere la PEC né per mettere il costo della PEC stessa a carico del fallimento (è un obbligo di legge)

3 – valutare se utilizzare una PEC con un pagamento che copra tutta la vita della procedura (formula prevista ad esempio da “procedure.it” al costo di euro 49,00 oltre IVA per tutta la durata della procedura e per i due anni successivi alla chiusura del fallimento. Per informazioni: attivazionepec@procedure.it)

4 - controllare la capacità della casella di posta associata (consigliato minimo 1 Gb)

 

¨ accettare la carica entro 2 giorni dalla conoscenza della nomina (art. 29), dichiarando che non sussistono cause d’incompatibilità (art. 28, comma 2 L.F.) (il non rispetto dei termini comporta la sostituzione)

 

¨ prendere visione del fascicolo in cancelleria (sia cartaceo sia informatico)

(ritirare eventuali documenti in copia per il curatore. Consigliato portare chiavetta USB nel caso i documenti siano solo informatici. Questo perché il curatore non ha accesso al fascicolo PCT pre-fallimentare)

 

¨ verificare la data di pubblicazione della sentenza ex art. 133 c.p.c. (produzione effetti) e quella d’iscrizione nel Registro delle Imprese (produzione effetti verso i terzi), ai fini di tutti i connessi adempimenti (art. 16 – ultimo comma – L.F.)

 

¨ convocare al più presto il fallito (ditta individuale) o tutti i soci falliti ex art. 147 L.F. (società di persone) od i legali rappresentanti (società di capitali) e stendere dettagliato verbale delle dichiarazioni rilasciate e dei documenti prodotti

(vedere i materiali d’approfondimento nelle ultime pagine)

(il fallito ha l’obbligo di presentarsi personalmente ex art. 49 comma 2 L.F. ma non è più possibile l’accompagnamento a mezzo forza pubblica in quanto è stato abolito dal 16.7.2006 tale possibilità)

(se il legale rappresentante non si presenta, può essere consigliato di richiedere al G.D di disporre che la convocazione sia notificata da parte della P.G.)

(se comunque il legale rappresentante non si presenta, evidenziare la circostanza nella relazione ex art. 33 l.f.)

 

¨ predisporre uno scadenziario della procedura (un modello è disponibile tra la documentazione sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ procedere al più presto all’apposizione dei sigilli (a norma degli artt. 752 ss. C.P.C.) sui beni che si trovano nella sede principale dell’impresa e sugli altri beni del debitore stendendo verbale (art. 84 L.F.) e chiedendo, ove necessaria, l’assistenza della forza pubblica (Per i beni situati in più luoghi, l’apposizione può essere delegata ad uno o più coadiutori designati dal G.D.)

(Non è necessaria l’assistenza del Cancelliere; il verbale deve essere depositato in cancelleria)

(In pratica l’apposizione dei sigilli avviene incollando un foglio di carta – sui cui è riportato il nome del fallimento ed il timbro e la firma del curatore – sulla porta/e d’ingresso e/o finestre in modo che non sia possibile accedere ai locali senza rompere i sigilli stessi)

(consigliato fare delle foto dei luoghi)

 

¨ adottare tutti gli accorgimenti necessari per la conservazione dei beni in relazione alla loro eventuale deperibilità, del rischio di furto, del rischio d’incendio e d’eventuali altri pericoli.

Nel caso in cui si accertino delle situazioni di rischio, provvedere di conseguenza (assicurazioni, vigilanza, ecc.).

Se del caso, può essere opportuno anche, alla presenza del fallito, procedere ad una ricognizione dei beni stendendo un verbale e, se questo non fosse possibile, procedere almeno a scattare foto dei beni in modo da poter controllare la loro presenza in sede del successivo inventario.

 

¨ entro 10 giorni dalla nomina comunicare al Registro Imprese l’indirizzo PEC di cui sopra (D.L. 179/2012 art. 17 comma 2 bis)

(si può fare un’unica comunicazione con quella successiva)

 

¨ entro i quindici giorni successivi all’accettazione, presentare dichiarazione COMUNICA con le seguenti modalità:

Per le società modello S3, riquadro 10 (o mod. I2, riquadro 10 se impresa individuale) – codice atto A15:

Contenuto del riquadro 10:

Tribunale

Nr Provvedimento

Data Provvedimento

Data udienza esame stato passivo

Data termine domanda ammissione

Luogo udienza

Giudice delegato nome

Giudice delegato cognome

Riquadro XXNote:

IL SOTTOSCRITTO CURATORE DICHIARA DI AVER ACCETTATO LA CARICA AI SENSI DELL’ARTICOLO 29 RD 267/1942 IN DATA

Diritti di segreteria 10 €

La firma digitale richiesta è inderogabilmente quella del curatore (non trattandosi di atto societario, non si applica il c. 52, art. 2 della l. 350/2003)

Quanto indicato nel riquadro 10 risulterà in visura.

Non si ritiene invece necessaria l'allegazione di un documento a sé stante, in quanto tutti i dati oggetto della comunicazione sono facilmente riscontrabili dalla sentenza dichiarativa, trasmessa dal Tribunale alla C.C.I.A.A. e di norma tempestivamente iscritta nel Registro delle Imprese.

(Decreto-legge del 31 maggio 2010 n. 78 – art. 29 comma 6)

 

¨ attivare il cassetto fiscale del fallito, così da poter attingere le informazioni in esso contenute, spesso utili se non fondamentali per la relazione art. 33 e per la ricerca di beni patrimoniali (la richiede direttamente il Curatore e non necessita di autorizzazione)

 

¨ valutare l’opportunità di avvalersi della possibilità di ricerca con modalità telematiche dei beni di cui all’art. 155-sexies disp. att. c.p.c. e in caso positivo richiedere l’autorizzazione al Giudice Delegato

 

¨ per la ricerca di beni ed altre informazioni utili per la relazione art. 33, consultare le banche dati disponibili

(molto utile la Centrale allarme interbancaria https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/accesso-cai/index.html e la  Centrale rischi https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/accesso-cr/index.html)

 

¨ nei casi in cui non si abbiano notizie certe oppure la documentazione non è attendibile, si può avere notizie sulla presenza di dipendenti facendo un accesso agli atti del Centro per l’Impiego

(per la regione Toscana: PEC a regionetoscana@postacert.toscana.it Oggetto: Accesso agli atti Centro Impiego di Firenze – Fallimento….. Testo PEC: In qualità di Curatore della procedura in oggetto nominato dal Tribunale di Firenze con sentenza n. xx/2017 depositata il ___ (che si allega), chiedo di verificare se la fallita società ha in carico lavoratori dipendenti.

Fallimento della società____ Con sede in ____  C.F. ____.

Si allega anche un documento di identità dello scrivente Curatore)

 

¨ ricevere dal fallito persona fisica la corrispondenza, incluso email e fax, riguardante i rapporti compresi nel fallimento. Se il fallimento riguarda una società, le Poste Italiane consegneranno direttamente al curatore tutta la corrispondenza. Per quanto riguarda la posta elettronica, ivi compreso la PEC, farsi consegnare dal legale rappresentante le credenziali di accesso (art. 48 L.F.)

 

¨ richiedere, anche telefonicamente, la disponibilità ai creditori di essere nominati nel Comitato

 

¨ entro 30 gg. dalla sentenza di fallimento, fornire indicazioni al G.D. in merito alla nomina del Comitato dei Creditori. Segnalare i nominativi dei creditori, o altri soggetti da questi designati, che avessero dato disponibilità a ricoprire l’incarico nonché tutti gli altri creditori allo stato risultanti con indicazione, se possibile, dei relativi crediti (art. 40, 1° comma, L.F.)

(vedere istanza nella documentazione sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ immediatamente dopo la nomina del Comitato dei Creditori, inviare loro PEC portante la notifica della loro nomina e la richiesta di accettazione in forma scritta

 

¨ immediatamente dopo l’accettazione del Comitato dei Creditori, convocarli affinché si riuniscano entro 10 giorni per designare il Presidente ex art. 40, 3° comma, L.F.

(se non si forma il Comitato dei Creditori perché nessuno dei creditori ha dato la propria disponibilità oppure se quelli nominati non accettano o per altri motivi, provvede il G.D. ai sensi dell’art. 41 – 4° comma che quindi si sostituisce, di fatto, al C.C.)

(un modello di lettera per la convocazione del Comitato dei Creditori da parte del Curatore è disponibile sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ chiedere la nomina del cancelliere per l’inventario (se non già indicato dal G.D. nel fascicolo)

 

¨ avvisare il fallito ed il Comitato dei Creditori, se nominato, della data nella quale sarà redatto l’inventario (art. 87 comma 1 L.F.)

 

¨ nel più breve termine possibile, rimuovere i sigilli e redigere l’inventario unitamente al Cancelliere indicato nel fascicolo ed, eventualmente, dello stimatore designato dallo stesso curatore (art. 87, 2° comma L.F.); redigere processo verbale delle attività svolte; verificare l’eventuale sussistenza di beni di cui all’87 bis L.F. (beni gravati da diritti di terzi e beni del fallito in godimento a terzi)

Prima di chiudere l’inventario, chiedere al fallito o al rappresentante legale se esistono altri beni, avvertendoli delle pene previste in caso di falsa dichiarazione (art. 220 L.F.)

L’inventario deve essere redatto in doppio originale e sottoscritto da tutti gli intervenuti; un originale deve essere immediatamente depositato in cancelleria (riportare in calce il totale).

Nota 1: l’inventario deve essere redatto anche se negativo perché il fallito deve fare la dichiarazione che non vi sono beni;

Nota 2: l’inventario deve essere redatto secondo le norme del C.P.C. (articoli 769 e segg.). Ex art. 775 C.p.c., nell’inventario devono essere indicati anche i beni immobili (solo la descrizione: la stima verrà effettuata a parte a cura del perito designato) nonché le altre attività.

 

¨ controllare la presenza di beni immobili e/o beni mobili registrati (esaminare le scritture contabili, richiedere al legale rappresentante e, in casi dubbi, ricontrollare tramite visure catastali o, per gli autoveicoli, visura al PRA)

 

¨ in presenza di beni immobili, notificare una copia autentica dell’estratto della sentenza alla competente Conservatoria (art. 88 L.F.)

(la copia autentica la predispone il curatore che ha il potere di autenticare le copie analogiche estratte dagli originali presenti nel fascicolo informatico senza oneri o bolli ex art. 16 bis, comma 9 bis, D.L. 179/2012, convertito in legge 221/2012, come introdotto dal D.L. 90/2014)

 

 

¨ in presenza di beni mobili iscritti nei pubblici registri, notificare una copia autentica ta dal Curatore dell’estratto della sentenza (per il PRA la notifica avviene a mezzo PEC del Curatore all’indirizzo PEC ACI del proprio Tribunale (a Firenze ufficioprovincialefirenze@pec.aci.it - per gli altri PRA inviare al relativo indirizzo PEC) allegando la sentenza (autenticata DIGITALMENTE dal curatore) ed indicando chiaramente i numeri di targa degli autoveicoli su cui effettuare la trascrizione) (la trascrizione avviene in esenzione da spese- per informazioni Ufficio di Firenze 055 6124110)

INVIARE A ufficioprovincialefirenze@pec.aci.it (per altri PRA, ricercare la relativa PEC)

 

1)                LETTERA DEL CURATORE CHE RICHIEDE TRASCRIZIONE PRA DEGLI AUTOVEICOLI ….

2)                SENTENZA FALLIMENTO

3)                MODULISTICA DA SCARICARE SU

www.up.aci.it/firenze            scaffale        accedi alla modulistica per la presentazione delle formalità PRA             Nota Libera (Mod. NP3)

http://www.aci.it/i-servizi/guide-utili/guida-pratiche-auto/modulistica-pra.html

COMPILARE CON:

Ø                FORMALITA’= CODICE 71 (PER FALLIMENTI E CONCORDATI)

Ø                IMPORTO= ZERO

Ø                ATTO: DATA E FORMA= SE

Ø                ALTRI DATI: TRIBUNALE  FIRENZE SENTENZA N° .. CURATORE DOTT…

Ø                CONTRO= FALLIMENTO

Ø                FAVORE: MASSA CREDITORI

 

¨ ricordarsi che, se nella massa attiva del fallimento sono ricompresi esclusivamente beni già sottoposti a sequestro penale, il tribunale, sentito il curatore ed il comitato dei creditori, dichiara chiuso il fallimento con decreto ai sensi dell'articolo 119 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267

(si veda D. Lgs settembre 2011, n. 159 ed in particolare gli articoli 52 e seguenti)

 

¨ predisporre il Giornale del Fallimento (c.d. “libro cassa”) e farlo vidimare, previa numerazione delle pagine, da almeno un componente il Comitato dei Creditori (art. 38 L.F.) (valutare se adottare un programma informatico – nel qual caso far vidimare i fogli in formato A4)

(nel caso, frequente, che non sia nominato il Comitato dei Creditori, il Giornale è vidimato dal G.D. previa istanza)

(sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it è disponibile un file in formato excel da impiegare per la tenuta del libro cassa)

 

¨ valutare l’opportunità di proporre la continuazione temporanea dell’esercizio dell’impresa anche limitatamente a specifici rami (art. 104, 2° comma, L.F.) o l’affitto dell’azienda o rami della stessa (art. 104-bis, L.F.), previa acquisizione del parere favorevole del Comitato dei Creditori (comunicare agli enti previdenziali e alla C.C.I.A.A. l’avvenuta autorizzazione del Tribunale alla continuazione dell’esercizio dell’impresa o l’affitto dell’azienda o rami di essa)

 

¨ verificare la situazione dei contratti pendenti alla data del fallimento ai fini delle conseguenti determinazioni (artt. 72 e seguenti, L.F.): prestare particolare attenzione alle ipotesi più ricorrenti: contratti preliminari di compravendita immobiliare anche relativi ad immobili da costruire, contratti di locazione finanziaria, contratti di locazione di immobili, contratto di affitto di azienda o rami di essa (art. 79 L.F. – possibilità di recedere entro 60 giorni), contratti di appalto, contratti di assicurazione

(fare particolare attenzione ai contratti che proseguono e che quindi possono generare debiti prededucibili come locazioni, rapporti di lavoro dipendente ecc.)

 

¨ verificare la sussistenza di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato in essere alla data del fallimento, ai fini delle conseguenti determinazioni

 

¨ nel più breve tempo possibile, accertarsi dell’esistenza di cause pendenti promosse dal fallito prima del fallimento e che si siano interrotte ai sensi dell’ art. 43, 3° comma, L.F.

(valutare se comunicare la circostanza dell’intervenuta dichiarazione di fallimento al giudice adito in modo che ne possa essere dichiarata formalmente l’interruzione)

(i giudizi pendenti in Cassazione non si interrompono)

 

¨ prima possibile e comunque entro tre mesi proporre l’eventuale prosecuzione o riassunzione previa autorizzazione del G.D. (art. 305 C.p.C.)

(rammentare che, secondo il Tribunale di Firenze, la nomina del legale è effettuata dal Giudice Delegato – vedi decreto del 22.3.2007 su sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

(ex art. 25 c.1 n. 6 è comunque necessaria l’autorizzazione del G.D. per stare in giudizio ed è necessaria un’autorizzazione per ogni grado)

(in mancanza di fondi la procedura può richiedere l’ammissione al gratuito patrocinio per le spese legali)

(il termine per la riassunzione del processo dopo la dichiarazione di fallimento decorre, per il curatore fallimentare, dal momento in cui questi ha conoscenza “legale” del giudizio su cui opera l’interruzione – (Trib. Reggio Emilia sent. 903/2017). Il termine decorre quindi non dalla data del fallimento ma (Cassazione sentenza 27165/2016) dalla “conoscenza dello specifico giudizio sul quale detto effetto interruttivo è in concreto destinato a operare». La conoscenza deve essere “legale”, e cioè «acquisita non in via di mero fatto, ma per il tramite di una dichiarazione, notificazione o certificazione rappresentativa dell’evento che determina l’interruzione»)

 

¨ entro 60 giorni dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento, presentare relazione ex art. 33 al G.D. (con copia per il P.M.) allegandovi il verbale d’interrogatorio ed eventuali altri documenti ritenuti utili

(Nota 1: è opportuno cercare di rispettare rigorosamente questo termine; nel caso che, alla scadenza, gli elementi raccolti non fossero sufficienti per elaborare un’esauriente relazione, è necessario o chiedere l’autorizzazione al G.D. per una proroga dei termini o presentare comunque la relazione, riservandosi di presentare successive integrazioni.

Nota 2: se il G.D. dispone la segretazione di alcune parti della relazione è necessario che il Curatore depositi, solo in forma cartacea, una nuova copia della relazione dove, al posto dei paragrafi segretati, scriverà “Parte secretata – Disposizione del G.D. in data ..” (o altra espressione simile). La relazione integrale sarà invece, a cura della Cancelleria, sigillata in una busta ed inserita nel fascicolo. E’ consigliabile che sia lo stesso curatore a suggerire al G.D. quali parti devono essere segregate.

Nota 3: per la redazione della relazione articolo 33, si legga attentamente il documento “Linee guida destinate ai Curatori fallimentari per la redazione della relazione art. 33 redatto dalla Procura della Repubblica di Firenze”. Il documento è riportato sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ sulla base della contabilità e dei documenti prodotti in sede d’interrogatorio, compilare l’elenco dei creditori con indicazione degli importi e delle prelazioni nonché l’elenco di coloro che vantano diritti mobiliari e immobiliari su cose in possesso o nella disponibilità del fallito con indicazione dei relativi titoli e depositarlo in cancelleria (art. 89, 1° comma, L.F.)

(Nota 1: se non vi è contabilità, compilare gli elenchi sulla base delle domande di fallimento, dei documenti comunque rinvenuti e delle dichiarazioni fornite dal fallito;

nota 2: spesso, per prassi, tale elenco non è depositato)

 

¨ compilare il bilancio dell’ultimo esercizio (art. 89, 2° comma, L.F.) (se a ciò non ha provveduto il fallito ed in questo caso apportare le eventuali rettifiche)

(spesso, per prassi, tale elenco non è depositato)

 

¨ non appena vi sono somme sufficienti, controllare sul fascicolo informatico se è stato depositato il “Foglio notizie ex art. 280 T.U. 115/2002” (ex “Campione Civile”) e, previa autorizzazione del G.D., provvedere al pagamento

Il pagamento avviene con modello F23 presso una qualsiasi Banca

(Importante: leggere l’avviso ai curatori disponibile su internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it)

(Il “Foglio notizie” riporterà sicuramente: 1 - contributo unificato (€ 672,00; dal 1.1.2012 euro 740 e dal 25.6.2014 euro 851); 2 - registrazione sentenza € 200,00. Oltre a queste voci, ve ne possono essere altre prenotate a debito).

(Dopo aver effettuato il pagamento, depositare la ricevuta modello F23 in cancelleria)

(Se niente risultasse dal fascicolo informatico, contatare la cancelleria)

 

¨ quando si richiede la nomina di professionisti e se ne propongono i nomi, indicarne anche il Codice fiscale

 

ADEMPIMENTI NELL’ACCERTAMENTO DEL PASSIVO

 

¨ senza indugio, a mezzo PEC (se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell’impresa o la residenza del creditore), comunicare ai creditori ed ai titolari di diritti reali o personali sui beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallito risultanti tali dalle scritture o comunque risultanti da altre informazioni, la data fissata per l’esame dello stato passivo, nonché il termine e le modalità per presentare le domande d’ammissione al passivo (artt. 92 e 93 L.F.) (vedi allegati sul sito internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it)

(Note:

- le PEC degli enti pubblici sono reperibili gratuitamente sul sito www.indicepa.gov.it

- l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti di cui all’art. 92 è al sito http://www.inipec.gov.it/

- per i creditori di cui non si reperisce la PEC, inviare raccomandata o fax)

 

¨ comunicare la sentenza di fallimento anche ai vari uffici potenzialmente interessati (Agenzia delle Entrate competente, INPS, INAIL, Enasarco, Equitalia, Società di gestione gas e acquedotto, Telefono, Elettricità, Comune, Città metropolitana, Regione, ecc.)

 

¨ valutare l’opportunità di procedere ai sensi dell’art. 102 L.F. (Previsione di insufficiente realizzo): il ricorso a tale istituto dovrà peraltro essere attentamente ponderato, stante la difficoltà di prevedere con esattezza le prospettive della liquidazione (fatto salvo il caso di certezza sulla totale assenza di attivo acquisibile)

 

¨ in caso si proceda ai sensi dell’art. 102 L.F., l’udienza per la verifica del passivo non viene tenuta. (Può essere utile che il curatore, al momento in cui notifica ai creditori il decreto emesso dal collegio ex art. 102 L.F., precisi anche che non si terrà l’udienza per la formazione dello stato passivo)

 

¨ procurarsi i materiali necessari per la predisposizione dello stato passivo (tra gli allegati su internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it sono riportati vari materiali utili)

 

¨ ricevere le domande di ammissione che i creditori inviano alla PEC del fallimento comunicata al R.I.

(Nota: le domande di ammissione al passivo sono presentate esclusivamente alla PEC comunicata dal curatore Nel caso in cui la domanda di ammissione non sia ripresentata con la modalità prevista dalla legge, si consiglia di inserite la domanda comunque ricevuta nel progetto di stato passivo al fine di farne dichiarare irricevibilità/inammissibilità da parte del G.D.)

 

¨ recarsi in Cancelleria per ritirare i titoli di credito depositati ex comma 2 art. 93 L.F. (assegni, cambiali, ecc.)

 

¨ predisporre l’elenco dei creditori nonché l’elenco dei titolari di diritti su beni mobili ed immobili di proprietà o in possesso del fallito, rassegnando per ciascuno una motivata conclusione sulla domanda (art. 95 L.F.) ed eventualmente eccependo:

- fatti estintivi del diritto fatto valere: satisfattivi, quali l’adempimento ex art. 1176 c.c., o l’avvenuta e completa restituzione del bene; non satisfattivi, quali le fattispecie ex art. 1230 ss. c.c., ovvero la remissione, la compensazione, la novazione oggettiva, la confusione, l’impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore; la prescrizione del diritto ex artt. 2934 ss. c.c.);

- fatti modificativi del diritto fatto valere: il parziale adempimento o la parziale restituzione del bene, la transazione ex art. 1965 c.c., la novazione soggettiva ex art. 1235 c.c.;

- fatti impeditivi del diritto fatto valere: trattasi di fatti che vengono in essere contemporaneamente al fatto costitutivo del diritto: es. motivi di invalidità del contratto per nullità o annullamento;

- l’inefficacia del titolo su cui si fonda il credito e/o la prelazione (es.: eccezione di revocabilità dell’atto, con riferimento alle ipoteche c.d. “non consolidate”, eccezione sollevabile anche se per la relativa azione è maturata una decadenza).

(la domanda deve essere corredata dai documenti giustificativi: il creditore deve sempre fornire la prova)

 

¨ se previsto, comparire all’eventuale udienza fissata dal G.D. per esaminare il progetto di stato passivo già predisposto dal Curatore e prima che lo stesso sia depositato in Cancelleria (cosiddetta vigilanza del G.D. ex 25 comma 1 numero 3) e art. 31 – comma 1 - L.F.)

 

¨ almeno 15 giorni prima dell’udienza per la verifica dello stato passivo, depositare via PCT le domande di ammissione ed il progetto di stato passivo (art. 95 L.F.)

 

¨ almeno 15 giorni prima dell’udienza per la verifica dello stato passivo, trasmettere il progetto di stato passivo ai creditori ed ai titolari di diritti (art. 95 L.F.)

(la comunicazione va inviata esclusivamente all’indirizzo Pec comunicato dai creditori nella domanda di ammissione al passivo)

 

¨ ricevere le osservazioni che i creditori possono inviare, via PEC, al Curatore e depositarle in cancelleria (art. 95, secondo comma, L.F.)

 

¨ partecipare all’esame dello stato passivo.

(E’ consigliato portare una copia dello stato passivo sia in formato cartaceo sia su chiavetta USB. Portare inoltre le domande di ammissione e relativi allegati (su tablet o chiavetta USB). Stampare almeno quelle che necessitano di particolari disamine).

In tale udienza il G.D. fisserà anche l’eventuale data per l’esame delle domande tardive

 

¨ immediatamente dopo la dichiarazione di esecutività dello stato passivo, comunicare l’esecutività e trasmettere copia dello stato passivo a tutti i ricorrenti informando ogni creditore del diritto di proporre opposizione nel caso di mancato accoglimento della domanda (art. 97 L.F.)

(Per le modalità di comunicazione si veda l’art. 31 bis L.F. quindi a mezzo PEC o, in mancanza, deposito in cancelleria)

 

¨ intervento del Fondo di garanzia INPS per la liquidazione del trattamento di fine rapporto e/o dei crediti di lavoro diversi dal TFR: si veda sul sito www.fallimento.it o www.librettoverde.it  il messaggio INPS n. 2084 del 11.5.2016 che detta le istruzioni agli uffici

(Il lavoratore, dopo essere stato ammesso al passivo, deve allegare alla domanda che produrrà all’INPS i seguenti documenti:

1)    copia autentica dello stato passivo reso esecutivo (a cura della Cancelleria, del Curatore o autenticato direttamente dal legale del lavoratore);

2)    Dichiarazione sostitutiva dell’attestazione della cancelleria che il credito non è stato oggetto di opposizione o di impugnazione (è integrata nella domanda e la firma il lavoratore);

3)    Copia autentica del decreto che ha deciso l’eventuale azione di opposizione o impugnazione riguardante i crediti del lavoratore(solo nel caso in cui il credito del lavoratore sia stato oggetto di opposizione o impugnazione) (a cura della Cancelleria o autenticato direttamente dal legale del lavoratore);

4)    Modello SR52 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR95 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare) (a cura del lavoratore). A questo proposito si segnala che nessuna norma di legge prevede che il curatore abbia l’obbligo di compilare le certificazioni e/o il modello SR52. Il Curatore, se vuole, procede solo per spirito di collaborazione e comunque senza spese a carico degli altri creditori. Nel messaggio l’INPS prevede che “In caso di comprovato rifiuto del responsabile della procedura concorsuale di compilare i modelli in questione, come già indicato nella circolare n. 74 del 15 luglio 2008, le domande non devono essere respinte, ma le informazioni necessarie devono essere richieste direttamente al lavoratore tramite l’esibizione di idonea documentazione (per es. istanza di ammissione al passivo) unitamente alla compilazione del modello SR54”)

5)    Copia della domanda di ammissione al passivo completa di documentazione (conteggi, copia dei cedolini paga etc.) (a cura del lavoratore o del legale).

 

Riassumendo: il curatore non è obbligato a rilasciare o firmare alcun documento. Se vuole, può eventualmente rilasciare la copia autentica dello stato passivo. Per quanto riguarda la firma del Modello SR52 (compilato da lavoratore), si consiglia comunque di non firmare il modello in quanto non vi è un obbligo.

 

 

DOMANDE TARDIVE (art. 101 L.F.)

 

¨ ricevere alla PEC del fallimento le domande tardive

(dal 31.10.2013 unica modalità di presentazione per tutti i fallimenti “nuovo rito”)

 

¨ avvisare il creditore che ha presentato domanda di ammissione tardiva (art. 101, comma 3°, L.F.), della data dell’udienza nella quale si discuterà la richiesta

(nota: il G.D. fissa in genere un’udienza ogni 4 mesi; se non sono state fissate udienze, richiedere al G.D. la fissazione)

(è opportuno che dell’udienza siano avvisati anche tutti i creditori già ammessi)

 

¨ almeno 15 giorni prima dell’udienza, depositare in cancelleria il progetto di stato passivo relativo alla/e domanda/e tardiva/e e negli stessi termini comunicarlo ai creditori

(la comunicazione va inviata esclusivamente all’indirizzo Pec comunicato dai creditori nella domanda di ammissione al passivo)

 

¨ partecipare all’udienza di verifica (art.95 L.F.)

(E’ consigliato portare una copia dello stato passivo sia in formato cartaceo sia su chiavetta USB. Portare inoltre le domande di ammissione e relativi allegati (su tablet o chiavetta USB). Stampare almeno quelle che necessitano di particolari disamine).

In tale udienza il G.D. fisserà anche l’eventuale data per l’esame delle domande tardive successive

 

¨ immediatamente dopo la dichiarazione di esecutività dello stato passivo delle tardive, comunicare l’esecutività e trasmettere copia dello stato passivo a tutti i ricorrenti informando ogni creditore del diritto di proporre opposizione nel caso di mancato accoglimento della domanda (art. 97 L.F.)

(Per le modalità di comunicazione si veda l’art. 31 bis L.F.).

(dopo l’udienza si dovrebbero avvisare tutti i creditori e non solo quelli che hanno presentato l’istanza di ammissione tardiva. Se ci si limita solo a quelli che hanno presentato la domanda tardiva, i crediti ammessi in sede tardiva possono essere portati a conoscenza di tutti gli altri creditori in occasione, per esempio, dell’invio della comunicazione del deposito del rendiconto)

 

¨ Surroga INPS per TFR ed altri crediti: non è più necessario procedere alla fissazione dell’udienza tardiva quando l’INPS deposita domande di ammissione allo stato passivo (anche tardive ed anche decorso il termine di 12 mesi + giorni sospensione feriale dalla esecutività), per surroga TFR e altri crediti.

Il Curatore, previa verifica della correttezza formale e sostanziale dei documenti, presenterà apposita istanza al G.D. per chiedere l’autorizzazione a modificare lo stato passivo per surroga legale.

Una volta avuto il provvedimento del G.D., il Curatore dovrà successivamente procedere al deposito della modifica dello stato passivo (art. 115, 2° comma L.F.)

 

 

DOMANDE SUPERTARDIVE (art. 101 u.c. L.F.)

Sono le domande presentate oltre il temine per le tardive ovvero le domande presentate oltre 12 mesi + giorni sospensione feriale (o 18 mesi se indicato in sentenza di fallimento) dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo.

N.B.: al termine annuale si applica la sospensione feriale (Cass. 21596/2012, 12960/2012, 24665/2009)

La procedura da seguire è la seguente:

 

¨ chiedere al G.D. la fissazione di un’udienza per la loro trattazione (deve essere fissata l’udienza: Cassaz. 21596/2012)

 

¨ avvertire i creditori che hanno presentato la domanda della data dell’udienza fissata dal G.D.

 

¨ comparire all’udienza

(il G.D. dichiarerà con decreto la non ammissibilità a meno che non sia dimostrato – art. 101 5° comma – che il ritardo è dipeso da causa non imputabile al creditore)

(vengono in genere ammessi i creditori che non hanno ricevuto gli avvisi art. 92 L.F. e quelli sorti o accertati successivamente all’apertura del fallimento)

 

¨ comunicare al creditore l’esito dell’udienza

 

 

OPPOSIZIONI ALLO STATO PASSIVO

 

¨ art. 98 L.F. - Valutare se costituirsi tramite legale. Ad ogni modo comparire sempre all’udienza

(anche se non costituito, ex art. 117 C.P.C. il giudice può disporre l’interrogatorio non formale del Curatore per acquisire elementi fattuali ai fini della decisione)

 

 

 

 

ADEMPIMENTI NELLA LIQUIDAZIONE DELL’ATTIVO

 

¨ entro 60 giorni dalla redazione dell’inventario ed in ogni caso non oltre 180 giorni dalla sentenza di fallimento, predisporre un “programma di liquidazione” (art. 104-ter) (vedi allegati sul sito internet)

(si ritiene che il Curatore abbia 60 giorni per la predisposizione e che quindi non si comprendano i tempi per il parere del Comitato dei Creditori)

 

¨ sottoporre il “Programma di liquidazione” all’approvazione del Comitato dei Creditori

(se il Comitato dei Creditori non è costituito, sottoporre il “Programma di liquidazione” all’approvazione del G.D. ex art. 41 – 4° comma L.F.)

 

¨ dopo l’approvazione da parte del Comitato dei Creditori, comunicare il “programma di liquidazione” al Giudice Delegato per l’autorizzazione all’esecuzione degli atti ad esso conformi (art. 104 ter – ultimo comma)

 

¨ si possono effettuare vendite anche prima dell’approvazione del programma, ma solo nel caso in cui il ritardo possa portare pregiudizio all’interesse dei creditori e comunque previa autorizzazione del G.D. e sentito il Comitato dei Creditori, se nominato

 

¨ ottenere l’autorizzazione del Comitato dai Creditori se non si intende acquisire all’attivo uno o più beni oppure se s’intende rinunciare alla loro liquidazione e poi avvertire tutti i creditori (i quali potranno iniziare azioni esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del fallito)

(Art 104 ter L.F. 7° comma questo é possibile se l’attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente)

(valutare questa possibilità per i beni che potrebbero portare solo oneri come siti inquinati ecc.)

 

¨ procedere alle vendite secondo le modalità stabilite nel “programma di liquidazione” e conformemente alle autorizzazioni del G.D.

 

¨ in caso di vendita di beni strumentali non conformi alla normativa sulla sicurezza, o in casi dubbi, apporre la clausola "bene non commerciabile come attrezzatura da lavoro così come definita dal D.Lgs. n. 81/08 e successive modificazioni e integrazioni" (per maggiori approfondimenti su questo argomento, si veda lo studio dell’Ing. Francesco Grazzini riportato sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ effettuare le vendite tramite procedure competitive (art. 107 L.F.) anche avvalendosi di soggetti specializzati e sulla base di stime effettuate da parte di operatori esperti (individuati dal regolamento del Ministero della Giustizia)

(per il Tribunale di Firenze avvalersi di www.astegiudiziarie.it che ha stipulato apposita convenzione)

 

¨ effettuare adeguate forme di pubblicità assicurando la massima trasparenza, partecipazione ed informazione agli interessati (come da regolamento del Ministero della Giustizia)

 

¨ valutare la possibilità di sospendere la vendita qualora pervenga offerta irrevocabile di acquisto migliorativa per un importo non inferiore al 10% del prezzo offerto (art. 107, comma 4°)

 

¨ in caso di sopravvenute esigenze, presentare un supplemento al “Programma di liquidazione” (art. 104-ter, comma 6°), con le modalità in precedenza illustrate

 

¨ degli esiti delle procedure di vendita, informare il G.D. ed il Comitato dei Creditori e depositare in cancelleria la relativa documentazione (art. 107 – 5° comma – L.F.)

 

¨ nel caso di vendita di autoveicoli con fermo amministrativo apposto da Equitalia, scrivere alla stessa per richiederne la cancellazione

 

 

ADEMPIMENTI NELLE VENDITE DEI BENI IMMOBILI

¨ in sede di interrogatorio e di redazione dell’inventario, richiedere al fallito (o ai soci falliti o al legale rappresentante) se vi sono beni immobili caduti nel fallimento; tuttavia, per precauzione, effettuare delle verifiche presso le Conservatorie, gli Uffici Tecnici Erariali, cassetto fiscale e/o, previa autorizzazione del Giudice Delegato, l’Anagrafe Tributaria

 

¨ inserire i beni immobili nell’inventario (solo descrizione senza indicazione di valore)

 

¨ al più presto, notificare una copia autentica dell’estratto della sentenza di fallimento alla competente Conservatoria (art. 88- comma 2)

(per adempiere a quanto richiesto dalla Legge, il Curatore deve solo effettuare la notifica, la trascrizione sarà a cura dell’Ufficio).

(la copia autentica la predispone il curatore che ha il potere di autenticare le copie analogiche estratte dagli originali presenti nel fascicolo informatico senza oneri o bolli ex art. 16 bis, comma 9 bis, D.L. 179/2012, convertito in legge 221/2012, come introdotto dal D.L. 90/2014)

 

¨ nominare un “operatore esperto” (con i requisiti previsti dal Ministero della Giustizia) che dovrà predisporre la relazione di stima degli immobili richiedendo tutti i dati necessari (art. 107, comma 1) (vedi approfondimenti nelle ultime pagine)

Se dalla perizia emergono delle irregolarità edilizie, si ricorda che, se queste sono sanabili, l’acquirente potrà presentare domanda di condono entro 120 giorni dal decreto di trasferimento.

Le irregolarità comunque non dovrebbero mai creare problemi per il fallimento in quanto le vendite fallimentari avvengono nello stato di fatto e di diritto in cui i beni si trovano. Dovrà essere l’acquirente a valutare se eventuali irregolarità siano sanabili o meno e tener conto del relativo costo

(Richiedere all’esperto la consegna della perizia anche su supporto digitale per la pubblicazione in Internet al momento della pubblicità per la vendita)

(per quanto riguarda l’A.P.E., si è consolidato un orientamento che la ritiene non necessaria nelle vendite coattive. In caso di vendita a mezzo notaio, viene in genere però richiesta)

(tipicamente la relazione di stima non deve essere giurata in quanto l’incarico è conferito dal Curatore non è quindi una C.T.U. Accertarsi però della prassi vigente: ad esempio nel Tribunale di Firenze è stata introdotta la necessità del giuramento formale)

 

¨ valutare l’opportunità di subentrare in eventuali procedure esecutive immobiliari pendenti alla data del fallimento; nel caso di interesse al subentro, sostituirsi al creditore istante (art. 107 L.F., comma 6°), viceversa presentare istanza al G.E. per far dichiarare l’improcedibilità dell’esecuzione

In caso di esecuzione iniziata da parte del Credito Fondiario o da altro istituto esercente il credito fondiario ed esecutante a tale titolo, intervenire nel procedimento valutando con il G.D. la fase di questo e sostituirsi a tutti i creditori diversi dal Fondiario che, comunque, dovrà presentare domanda di insinuazione al passivo

(nota 1: è opportuno ricordare che il Curatore può intervenire personalmente perché in tal caso non è richiesto il patrocinio di un legale (Cass. 1681/69)

(nota 2: il ricavato della vendita, ancorché avvenuta in sede di esecuzione, deve essere sempre consegnato al Curatore; il Fondiario può farsi assegnare a titolo provvisorio l’85% del ricavato ma è solo con il piano di riparto che verrà determinata la somma definitiva che verrà destinata al Fondiario stesso. Se il Fondiario non presenta domanda di ammissione, non ha diritto ad alcuna somma)

 

¨ procedere alla vendita secondo le modalità previste dal “Programma di liquidazione” tramite procedure competitive assicurando la massima trasparenza, informazione e partecipazione degli interessati

(nota importante: secondo le direttive del collegio fallimentare, per alleggerire il lavoro della Cancelleria, le vendite con incanto e senza incanto degli immobili caduti nei fallimenti nuovo rito devono avvenire preferibilmente presso lo Studio del Curatore. Tale metodologia di vendita dovrà essere prevista nel programma di liquidazione. La modalità di vendita presso il Curatore è naturalmente facoltativa poiché lo stesso potrà sempre prevedere il tentativo di vendita di fronte al G.D. ex art. 107 – comma 2 – L.F. - qualora la particolarità del caso lo richieda)

Le vendite possono essere effettuate anche tramite notaio tenendo presente che, in questo caso, il compenso del curatore sarà ridotto ex art. 32 L.F.

(bozze di avvisi di vendita sono riportate sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

 

¨ per la vendita presso il Giudice Delegato: presentare l’istanza di autorizzazione alla vendita (esecuzione atto conforme al programma di liquidazione approvato) via PCT e successivamente depositare copia di cortesia dell’istanza inviata presso la cancelleria fallimentare, contenente anche ordinanza proposta e avviso di vendita ed un supporto informatico contenente ordinanza di vendita ed anche l’avviso di vendita, in formato word in modo da permettere eventuali modifiche;

 

¨ per la vendita presso il Curatore (o notaio):  presentare l’istanza di autorizzazione alla vendita attraverso il PCT e successivamente depositare la copia di cortesia dell’istanza inviata presso la cancelleria fallimentare contenente anche l’avviso di vendita che sarà sottoscritto dal curatore con le modalità autorizzate dal G.D.;

 

¨ effettuare la pubblicità prevista nel Programma di liquidazione. Valutare se contattare direttamente potenziali interessati (condomini, vicini, ecc.)

Secondo le disposizioni del Tribunale di Firenze, la pubblicità (anche quella tramite notaio) deve essere obbligamene svolta su:

1) affissione Tribunale (fino alla realizzazione del portale ministeriale  delle vendite pubbliche L. 132/15)

2) sul sito astegiudiziarie.it;

3) su almeno un quotidiano;

Possono essere previste inoltre tutte quelle altre modalità ritenute opportune in ordine alla tipologia ed ubicazione del bene.

 

¨ valutare la possibilità di sospendere la vendita qualora pervenga offerta irrevocabile di acquisto migliorativa per un importo non inferiore al 10% del prezzo offerto (art. 107, comma 4°)

 

¨ prima del completamento delle operazioni di vendita, dare notizia mediante notificazione ai creditori ipotecari e a quelli comunque muniti di privilegio (art. 107, comma 3, L.F.)

(Nota 1: si raccomanda di effettuare queste formalità al più presto possibile in modo da avere la possibilità di intervenire in caso di errori o altri disguidi. E’ opportuno verificare la domiciliazione dei creditori così come risulta dalle iscrizioni e dalle trascrizioni)

(Nota 2: la notifica va effettuata al domicilio ipotecario eletto. In mancanza, va notificato alla Conservatoria presso la quale vi è la iscrizione o trascrizione e presso la sede legale del creditore)

(Nota 3: il pignoramento non è di per sé una causa di prelazione a meno che non si intenda fare riferimento alle spese di giustizia ex art. 2700 C.C.. Valutare pertanto se effettuare la notifica e procedere comunque in tal senso in caso di incertezza)

 

¨ degli esiti delle vendite, informare il G.D. ed il Comitato dei Creditori e depositare in cancelleria la relativa documentazione (art. 107 – 5° comma – L.F.)

 

¨ effettuata la vendita e riscosso il prezzo, richiedere al G.D. l’emissione del decreto di trasferimento con il quale ordina anche la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione (ipoteche) e delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi, nonché di ogni altro vincolo (vedi allegati sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

Per la corretta intestazione del bene, è necessario richiedere all’acquirente un certificato anagrafico, se persona fisica, oppure un certificato del Registro Imprese, se società.

L’acquirente persona fisica che richiede le agevolazioni fiscali “prima casa” deve firmare apposita dichiarazione – autocertificazione predisposta dalla Cancelleria fallimentare e consegnare fotocopia di un documento di identità (vedi allegato sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

Il curatore, nell’istanza, deve attestare che il saldo prezzo è stato versato sul c/c del fallimento ed allegare fotocopia del versamento del saldo prezzo sul c/c bancario

(per gli adempimenti fiscali, vedere la guida “Adempimenti fiscali del curatore fallimentare” e si legga la “Guida alla registrazione dei decreti di trasferimento” riportata tra gli allegati sui siti internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it)

 

Ricapitolando, quando si richiede l’emissione di un decreto di trasferimento è necessario produrre:

* visure catastali

* ispezioni ipotecarie (certificato ipocatastale)

* avviso di vendita

* domanda/e di partecipazione alla procedura competitiva

* verbale di aggiudicazione

* prova del pagamento in acconto e saldo

* APE ove rilasciato

* Se l’acquirente è una persona fisica, dichiarazione del regime patrimoniale coniugale (se comunione indicare le generalità del coniuge allegando documento di identità ed estratto di matrimonio)

* Se l’acquirente è una persona fisica, copia di un documento di identità

* Se l’acquirente è società allegare visura camerale aggiornata.

* se terreni, certificato di destinazione urbanistica aggiornato

* bozza decreto (anche su sopporto informatico)

 

Ulteriori avvertenze:

1)    Nel decreto di trasferimento devono essere indicata la situazione urbanistica (autorizzazioni, condoni, concessioni, ecc.), la provenienza, confini e conformità catastale

2)    La sentenza di fallimento trascritta ex art. 88 L.F. non si cancella

3)    non vi deve essere la formula di esonero di responsabilità per il Conservatore

 

¨ predisposto il decreto di trasferimento in bozza, inviarlo all’Agenzia delle Entrate per la “pre tassazione” via e mail all’indirizzo dp.firenze.utfirenze2.attigiudiziari@agenziaentrate.it

(per la procedura di registrazione si veda la “Guida alla registrazione dei decreti di trasferimento” riportata sul sito internet)

 

¨ depositare in cancelleria la bozza di decreto di trasferimento (vedasi allegato sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it) unitamente all’istanza con la quale si chiede l’autorizzazione al pagamento delle imposte gravanti il decreto di trasferimento così come comunicate in sede di “pre tassazione”

 

¨ effettuare, entro 48 ore dalla data della firma del decreto di trasferimento, la denuncia di P.S. (novità: tale obbligo risulta abolito dal D.L. 13.5.2011 n. 70 – art. 5 – comma 1 – lettera d)

 

¨ appena firmato il decreto di trasferimento (che deve uguale a quello inviato in sede di pre tassazione), effettuare i pagamenti (entro 60 giorni dalla data della firma del decreto di trasferimento ex comma 1-bis art. 13 T.U.R.), con modello F23;

(se il trasferimento non avviene con decreto di trasferimento il termine è quello ordinario di 20 giorni)

 

¨ una volta effettuato il pagamento, inviare all’Agenzia delle Entrate, per e mail,

- la scannerizzazione di una copia conforme del decreto di trasferimento (con sopra indicato il numero di repertorio);

- la scannerizzazione del modello F23 pagato (Copia per la presentazione all’Ufficio);

- l’eventuale certificato di destinazione urbanistica in caso di terreni;

- le eventuali istanze e dichiarazioni dirette alla concessione di benefici fiscali.

L’Agenzia delle Entrare provvede quindi alla registrazione e ad inviare, in Cancelleria ed al Curatore, una mail contenente gli estremi di registrazione (che devono essere annotati, a cura della cancelleria, sull’originale del decreto di trasferimento perché con questa procedura informatizzata non vengono più restituiti gli atti con l’attestazione di registrazione).

(per gli adempimenti fiscali, vedere la guida “Adempimenti fiscali del curatore fallimentare” e si legga la “Guida alla registrazione dei decreti di trasferimento” riportata tra gli allegati sui siti internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it)

 

¨ appena il cancelliere ha annotato sull’originale del decreto di trasferimento la registrazione e lo ha depositato nel fascicolo informatico, estrarre una copia ed autenticarla con la dizione "Attestazione ex art. 52 D.L. 90/2014. Copia conforme all'atto contenuto nel fascicolo informatico.

(Non sono dovuti bolli o diritti di copia).

(L’eventuale richiesta da parte della Conservatoria della copia non da parte del Curatore ma da parte del Cancelliere deve ritenersi illegittima. Se insistessero, farsi fare provvedimento di rigetto e, tramite legale, impugnarlo e richiedere i danni)

 

¨ entro 30 giorni dalla vendita, effettuare la trascrizione alla competente Conservatoria dei Pubblici Registri Immobiliari presso l’Agenzia del Territorio richiedendo contestualmente anche la volturazione catastale.

(Nota: le spese a carico della procedura sono quelle relative alla cancellazione dei gravami; a carico dell’acquirente sono tutte le altre ovvero: gli eventuali onorari del notaio, l’imposta di registro (o l’IVA) e quelle ipotecarie e catastali, la trascrizione nei Pubblici Registri Immobiliari, le volture catastali ed eventuale costo del tecnico e tutti i bolli per le copie autentiche esclusi quelli per la cancellazione dei gravami)

(se è stabilito nell’avviso di vendita, anche le spese di cancellazione possono essere fatte gravare sull’acquirente)

 

¨ procedere alla cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti

(Nota 1: per alcune Conservatorie, tra cui Firenze, le cancellazioni avvengono solo dietro presentazione di certificazione di mancata opposizione. Il procedimento è il seguente: trascorsi almeno 20 giorni dalla trascrizione, portare la nota di trascrizione in Cancelleria e farsi rilasciare una copia autentica del decreto di trasferimento e cancellazione ipoteche con l’attestazione del Cancelliere di non opposizione al decreto di trasferimento.

Sono dovuti diritti di copia autentica euro 11,54 fino a 4 pagine, euro 13,48 fino ad otto pagine, euro 15,38 fino a 12 pagine)

Sono previsti 20 gg. in caso di decreto di trasferimento emesso dal GD ex 2 comma dell’art. 107 L.F. (vendita effettuata secondo le disposizioni del codice di procedura civile in quanto compatibili). Secondo tale previsione, per quanto riguarda i termini, si dovranno infatti ragionevolmente applicare le disposizioni specifiche, cioè l’art. 617 c.p.c. laddove stabilisce 20 gg. per proporre le opposizioni.

In parole povere se sul decreto di trasferimento fallimentare viene menzionato l’art.586 cpc i giorni diventano 20 (e non 90 ex art. 26 L.F.)

 

(Nota 2: per quanto riguarda la trascrizione della sentenza di fallimento, si ritiene che non debba essere cancellata perché è una semplice notizia.)

 

¨ se la vendita è stata effettuata con rogito notarile, trascorsi almeno 20 giorni dalla trascrizione, fare istanza per richiedere la cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti allegando copia del rogito notarile e le visure ipocatastali

(Nota 1: una volta firmato dal GD, il provvedimento sarà inviato dalla cancelleria alla registrazione; una volta avuto il conteggio, provvedere quindi al pagamento e fare poi una copia autentica del decreto di trasferimento e cancellazione ipoteche (su cui il cancelliere nel frattempo avrà annotato la registrazione) con l’attestazione del cancelliere stesso di non opposizione al decreto di trasferimento da consegnare al notaio rogante).

(Nota 2: prendere comunque contatto con il Notaio per stabilire le modalità in quanto alcuni così procedono: una volta firmato il decreto da parte del GD, per il tramite del numero del repertorio riportato sul decreto stesso da parte del cancelliere, provvedono  direttamente al pagamento del modello F23 per la registrazione. Dopodiché il curatore dovrà farsi rilasciare dalla cancelleria copia autentica del decreto di trasferimento e cancellazione ipoteche (su cui il cancelliere nel frattempo avrà annotato la registrazione) con l’attestazione del cancelliere stesso di non opposizione al decreto di trasferimento da consegnare al notaio rogante).

 

¨ alla consegna dell’immobile: stendere un verbale in contraddittorio con l’acquirente da cui risulti, tra l’altro, la data di immissione in possesso, la consegna delle chiavi e di altri eventuali materiali ecc. (la consegna dell’immobile avviene, di norma, una volta trasferita la proprietà)

 

¨ dopo la vendita effettuare

- versamenti ICI-IMU (vedere la sezione del Libretto verde “Adempimenti fiscali del curatore fallimentare” su www.fallimento.it o www.librettoverde.it )

- notifica al condominio della vendita effettuata;

- richiesta al condominio degli oneri condominiali dalla data del fallimento alla data della vendita;

- pagamento degli oneri condominiali dalla data del fallimento alla data della vendita (da versarsi in prededuzione ec art. art. 30 L. 11/12/2012 n. 220)

- pagamento dei contributi consorzi obbligatori

 

ALTRI ADEMPIMENTI DURANTE LA PROCEDURA

 

RECUPERO CREDITI, SUBENTRO IN PROCEDURE ESECUTIVE, AZIONI DI RESPONSABILITA’ ED ALTRI ADEMPIMENTI

 

¨ richiedere il pagamento immediato dei crediti della fallita impresa ai debitori risultanti dalla contabilità

(Se la contabilità è assente oppure non aggiornata, richiedere il pagamento sulla base della documentazione comunque rinvenuta e delle notizie avute dal fallito durante l’interrogatorio)

Prima di procedere al recupero coattivo del credito o ad intraprendere altre azioni legali, allo scopo di non gravare la procedura di inutili spese, è necessario accertarsi:

a)    che il credito sia esattamente documentato (fattura, D.D.T., ecc.) e che la pretesa sia fondata;

b)    che il soggetto contro cui si intende agire sia sicuramente solvibile;

c)     che il debitore non possa eccepire la compensazione

 

¨ in presenza di molti crediti da incassare, valutare di avvalersi delle società specializzate nella gestione ed incasso dei crediti (si consiglia di procedere al più presto poiché esperienza insegna che il trascorrere del tempo riduce sensibilmente le probabilità di incasso)

 

¨ verificare se vi sono in corso, o vi sono state, esecuzioni mobiliari o immobiliari sui beni della fallita ditta. In caso di esecuzioni già terminate (prezzo distribuito), valutare l’eventualità di azioni revocatorie. Nel caso di esecuzioni in corso alla data del fallimento, il Curatore può subentravi oppure può farne dichiarare l’improcedibilità presentando istanza al Giudice dell’Esecuzione (art. 107, 6°comma)

 

¨ valutare eventuali responsabilità degli organi sociali e/o di terzi che hanno comunque, con i loro comportamenti, causato un danno alla massa dei creditori

(in presenza di evidenti responsabilità e di danni, l’azione civile è obbligatoria. Il Curatore che omettesse di intraprendere queste azioni, diventa responsabile in proprio e dovrà lui risarcire i danni al posto dei soggetti che non ha chiamato in giudizio)

(prima di iniziare azioni, valutare se i soggetti sono solvibili. Se non sono solvibili, presentare istanza per farsi autorizzare a non intraprendere azioni per questo motivo)

 

¨ nel caso di procedimento penale contro organi sociali e/o terzi in cui il fallimento è parte danneggiata, valutare la costituzione di parte civile

(da fare sempre se i soggetti sono solvibili e se già non è in corso una autonoma azione civile per gli stessi fatti)

(deve essere autorizzata dal GD e comporta la nomina di un avvocato “penalista”)

 

¨ verificare se vi erano, oltre a quelli legali, amministratori di fatto, accomandanti ingeritisi nella gestione della fallita società, ditte individuali dei soci falliti ex art. 147 L.F. (In caso affermativo, riferire immediatamente al G. D. per i provvedimenti del caso)

 

¨ poiché il Curatore, nell’esercizio delle sue funzioni, è pubblico ufficiale, deve tempestivamente denunciare eventuali fatti che potrebbero costituire ipotesi di reati di cui è venuto a conoscenza (art. 30 L.F.)

 

 

GESTIONE INCASSI E CONTO CORRENTE DELLA PROCEDURA

 

¨ non appena si riscuotono somme, aprire un c/c bancario o postale intestandolo alla procedura fallimentare (la scelta dell’istituto bancario o postale è competenza del curatore e non necessita di autorizzazioni ma è dovere del Curatore controllare che siano sempre applicate le migliori condizioni di mercato) (art. 34, 1° comma)

 

¨ comunicare al G.D. l’apertura del conto indicandone gli estremi

 

¨ entro 10 giorni dalla riscossione, versare le somme sul c/c aperto dal curatore ed intestato alla procedura fallimentare (art. 34, 1° comma)

 

¨ se si prevede che le somme riscosse non possano essere immediatamente assegnate ai creditori, valutare l’opportunità di richiedere al Comitato dei Creditori l’autorizzazione ad investire le disponibilità liquide in strumenti diversi dal deposito in conto corrente purché sia garantita l’integrità del capitale (art. 34 – 1 comma)

 

¨ effettuare i prelievi a mezzo copia conforme del mandato di pagamento del G.D.

(art. 34, ultimo comma)

 

¨ annotare entrate ed uscite nel giornale del fallimento

(con le opportune riclassificazioni –art. 111 ter L.F.)

(sui siti internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it è riportato un foglio elettronico utile per la tenuta del libro giornale)

 

RAPPORTI PERIODICI DELLE ATTIVITA’ SVOLTE

 

¨ ogni sei mesi successivi alla data di presentazione della prima relazione ex art. 33 (commi dal 1° al 4°), presentare al G.D. un “rapporto riepilogativo delle attività svolte”, con indicazione di tutte le informazioni raccolte dopo la prima relazione”, accompagnato dal “conto della gestione” o rendiconto

(vedi allegati sul sito internet www.fallimento.it e www.librettoverde.it) (art. 33, comma 5°)

(allegare copia del registro – non é previsto il deposito dell’originale né, tanto meno, la “vidimazione”)

 

¨ trasmettere copia del “rapporto riepilogativo delle attività svolte” al Comitato dei Creditori, unitamente agli estratti conto dei depositi bancari o postali del periodo, avvertendoli che possono presentare osservazioni scritte entro un termine assegnato dal curatore (visto che la norma – art. 33, ultimo comma, 4° periodo - prevede l’esistenza di un termine senza tuttavia fissarlo espressamente, è necessario che a ciò provveda il curatore nel rispetto, si ritiene, del termine dei 15 giorni ordinariamente previsto dall’art. 41, comma 3°, per le deliberazioni del Comitato dei Creditori)

 

¨ entro 15 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle osservazioni in cancelleria, trasmettere copia del “rapporto riepilogativo delle attività svolte” accompagnato dalle eventuali osservazioni, a tutti i creditori

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

 

¨ entro 15 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle osservazioni in cancelleria, trasmettere copia del “rapporto riepilogativo delle attività svolte” accompagnato dalle eventuali osservazioni, per via telematica all’Ufficio del registro delle imprese (art. 33, ultimo comma, 4° periodo, L.F.) con la procedura COMUNICA

Modalità pratiche da osservare per il deposito:

Modulistica da impiegare:

Ditte individuali: I2, compilato al riquadro 18

Società: S2, compilato ai riquadri A e B e 20 (Rapporto Riepilogativo)

Allegato: copia del rapporto riepilogativo delle attività svolte, il conto della gestione e le eventuali osservazioni

Forma dell’allegato: copia informatica semplice sottoscritta digitalmente dal curatore

Codice Atto: A15

Diritti di segreteria: Euro 10

(vedasi nota del 18.02.2008 – n. 1335 del Ministero dello Sviluppo Economico)

Imposta di bollo: Esente

 

Deve essere allegata la seguente dichiarazione

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIOAI SENSI DEGLI ARTT.47 E 76 DPR 445/2000

Il sottoscritto         nato/a a    il         in qualità di curatore fallimentare dell'impresa       , consapevole delle conseguenze penali derivanti in caso di dichiarazione mendace

DICHIARA

o che non sono pervenute osservazioni da parte del Comitato dei Creditori al rapporto riepilogativo riguardante l'impresa suddetta e redatto in data

o che il Comitato dei Creditori non è stato costituito

o che il Comitato dei Creditori ha presentato le osservazioni che si allegano al rapporto.

(Si prega di mettere una X in corrispondenza di uno delle tre ipotesi di cui sopra)

Data                                                                   Firma digitale

 

 

PIANI DI RIPARTO

 

¨ ogni 4 mesi a partire dalla data del deposito dello stato passivo, (o nel diverso termine stabilito dal G.D.) predisporre un “prospetto delle somme disponibili” con un “progetto di ripartizione” delle medesime (art. 110, 1 comma, L.F.), previa effettuazione degli accantonamenti previsti dalla legge (art. 113, L.F.)

(Nota 1 : ex art. 104-ter L.F. il mancato rispetto è giusta causa di revoca del Curatore)

(Nota 1 : non superare lo 80% delle somme disponibili tenuto conto anche delle spese maturate e non pagate e le spese di procedura future)

 

¨ ricordarsi di inserire nei piani di riparto anche i crediti prededucibili, nei casi in cui risulti obbligatorio il pagamento dei medesimi con le predette modalità (art. 111-bis, L.F.)

 

¨ presentare il piano di riparto in cancelleria (art. 110 L.F.)

 

¨ non appena il G.D. ne ha ordinato il deposito in cancelleria, avvisare tutti i creditori (compresi quelli per i quali è pendente un giudizio ex art. 98) allegando copia del piano di riparto

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

 

¨ decorso il termine per eventuali reclami ex art. 36 L.F. (15 giorni dal ricevimento della comunicazione), chiedere al G.D. l’esecutività del piano di riparto depositando in cancelleria il mandato di pagamento con gli importi da ripartire e le prove che i creditori hanno ricevuto le comunicazioni (art. 110 L.F.)

 

¨ inviare ai creditori assegni circolari non trasferibili con raccomandata A/R e/o bonifici

(attenzione: particolari pagamenti come i tributi devono essere effettuati secondo modalità specifiche)

 

¨ tenere conto, nell’effettuazione dei pagamenti, delle cessioni di crediti e delle surroghe nel frattempo eventualmente intervenute (art. 115, 2° comma, L.F.)

 

 

ACCONTO SUL COMPENSO AL CURATORE

 

¨ richiedere, se del caso, un acconto sul compenso.

Gli acconti sono riconosciuti solo dopo avere effettuato almeno un riparto parziale (art. 39 L.F.).

(Alla richiesta di acconto devono essere allegati i seguenti documenti:

1 – fotocopia stato passivo;

2 – fotocopia dei movimenti del c/c bancario intestato alla procedura;

3 – rendiconto delle spese anticipate di cui si chiede il rimborso.

Dovrà essere inoltre indicato se sono stati percepiti o meno precedenti acconti ed in caso positivo dovrà essere allegata fotocopia del provvedimento di liquidazione).

 

 

AUTENTICHE DI DOCUMENTI – ACCESSO AI DOCUMENTI CONTENUTI NEL FASCICOLO DELLA PROCEDURA

 

¨ esprimere il proprio parere sulle richieste di visione ed estrazione copia di atti e documenti contenuti nel fascicolo della procedura (art. 90 comma 2 e 3 L.F.)

(per accedere al fascicolo, i soggetti previsti dall’art. 90 devono ottenere l’autorizzazione del Giudice Delegato. La richiesta deve essere presentata in Cancelleria. Una volta sentito il curatore ed ottenuta l’autorizzazione, la Cancelleria provvede a consegnare la copia richiesta)

¨ quando necessario, provvedere ad autenticare le copie dei documenti presenti nel fascicolo informatico

(il curatore ha il potere di autenticare le copie analogiche estratte dagli originali presenti nel fascicolo informatico senza oneri o bolli ex art. 16 bis, comma 9 bis, D.L. 179/2012, convertito in legge 221/2012, come introdotto dal D.L. 90/2014)

 

 

ADEMPIMENTI PER LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO

 

 

¨ controllare attentamente che tutti i beni siano stati venduti, non ci siano crediti da riscuotere (eventualmente cederli e abbandonare quelli inesigibili) ed altri rapporti ancora da definire (salvo che per le cause pendenti se si rientra nel caso di chiusura previsto dall’ultimo comma dell’art. 118 L.F.)

 

¨ controllare sul fascicolo informatico se vi sono somme prenotate a debito e annotate sul “Foglio notizie ex art. 280 T.U. 115/2002” (ex Campione Civile). Oltre al Contributo Unificato (per i fallimenti la cui sentenza è stata depositata dal 1 luglio 2003 al 31 dicembre 2011 € 672,00; per i fallimenti la cui sentenza è stata depositata dal 1.1.2012 al 24.6.2014 euro 740;  per i fallimenti la cui sentenza è stata depositata dal 25.6.2014 euro 851 – a Firenze dal n. 166/14 in poi) e imposta di registro sulla sentenza (euro 200,00), che sono sempre presenti, in alcuni casi vi possono essere altre spese anticipate dall’Erario per il pagamento di imposte ipotecarie, rilascio di copie, anticipi a legali o a periti, trasferte ufficiali giudiziari e quant’altro.

Il pagamento avviene con modello F23 presso una qualsiasi Banca

(Importante: leggere attentamente l’allegato sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

(In caso di dubbio, chiedere in Cancelleria se vi sono somme riportate sul “Foglio Notizie”)

(Dopo aver effettuato il pagamento, depositare la ricevuta in Cancelleria)

 

¨ in caso di richiesta di gratuito patrocinio, controllare se vi sono spese da rimborsare all’ufficio recupero crediti civili

 

¨ In prossimità della chiusura, valutare ove depositare la documentazione distinguendo:

1)    la documentazione del curatore relativa alla sua gestione (che deve essere conservata per 10 anni – 2 anni messaggi PEC - a far data dalla chiusura del fallimento a cura e spese del curatore stesso);

2)    la documentazione ricevuta dalla società e relativa al periodo ante fallimento (che deve essere conservata per tutta la durata del fallimento e poi nei normali termini ovvero 10 anni dalla data del documento – art. 2220 c.c.)

Per quanto riguarda la documentazione ante fallimento, il curatore ha tre possibilità:

1)    restituirla al legale rappresentante (od ai soci quando società cessata) previo verbale (ipotesi preferita ma spesso difficilmente realizzabile);

2)    tenerla in deposito presso di sé (a sua cura e spese se ne ha la possibilità);

3)    depositarla presso terzi. Nel qual caso chiedere l’autorizzazione alla stipula del contratto di deposito ed effettuare il pagamento per l’intero periodo prima della presentazione del rendiconto

 

 

¨ formare il rendiconto della gestione (art. 116 L.F.) (è opportuno che non ci si limiti ai soli dati numerici ma si esponga anche una succinta relazione gestionale)

 

¨ presentare in cancelleria il rendiconto della gestione con la richiesta al G.D. di fissazione dell’udienza per l’approvazione (previo esame di eventuali contestazioni da parte degli interessati che dovranno inviare alla PEC del fallimento 5 giorni prima dell’udienza) (art. 116 L.F.); (allegare copia del “libro cassa” del fallimento)

 

¨ comunicare immediatamente ai creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto opposizione, ai creditori in prededuzione non soddisfatti ed al fallito (o al legale rappresentante) l’avvenuto deposito del rendiconto e la fissazione dell’udienza per l’approvazione inviando loro copia del rendiconto (art. 116, comma 3°, L.F.) (in questa sede, se non già effettuate, possono essere segnalati i creditori ammessi successivamente alla chiusura della verifica dello stato passivo per domande tardive, accoglimento di opposizioni, revocazione di crediti ammessi, correzioni di errori materiali)

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

(al fallito o al legale rappresentante, se non dotati di PEC, inviare una raccomandata a.r.)

 

¨ partecipare all’udienza depositando la prova dell’avvenuta comunicazione ai creditori ed al fallito (o legale rappresentante)

Il G.D. redigerà verbale

(fare una fotocopia del verbale di approvazione firmato dal G.D. in quanto il documento deve essere poi allegato all’istanza per la liquidazione del compenso al Curatore)

 

¨ dopo l’approvazione del rendiconto, chiedere la liquidazione del compenso (vedi allegati sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it); allegare all’istanza il rendiconto con verbale di approvazione e gli altri documenti richiesti (vedi l’elenco sopra riportato per la richiesta di acconti sul compenso) e dichiarare se sono stati in precedenza percepiti acconti e motivare la maggior durata se superiore a 5 anni nonché il rimborso delle spese di procedura anticipate e non ancora rimborsate e la liquidazione delle spese successive alla presentazione del rendiconto.

 

Nota importante: il compenso dovrà essere solo liquidato. La riscossione avverrà in sede di riparto finale.

(In caso di mancanza di attivo, spetta comunque il compenso al Curatore. E’ necessario fare istanza al G.D. chiedendo la liquidazione del compenso a carico dell’Erario per mancanza di attivo.

E’ necessario che il G.D. nel proprio provvedimento:

-         disponga che gli importi siano da “anticiparsi” ex art. 146 c.3 – T.U. 115/02;

-         dia atto della “mancanza d’attivo” nella procedura fallimentare.

Portare poi in Cancelleria:

1-    istanza del curatore con la quale si richiede al GD l’anticipazione degli onorari e delle spese per mancanza di attivo con il provvedimento del Collegio che liquida il compenso del Curatore e lo pone a carico dell’Erario (copia conforme all’originale);

2-    fotocopia della documentazione giustificativa delle spese sostenute non imponibili;

3-    estratto della sentenza dichiarativa di fallimento da cui risulta la nomina del Curatore o altro provvedimento;

4-    Scheda anagrafica del curatore su modello predisposto (si veda tra gli allegati su www.fallimento.it);

Una volta effettuati i controlli, l’Ufficio richiederà l’emissione di fattura elettronica intestata al Tribunale di Firenze (Cod. Fisc. 80027830480) portante anche la ritenuta di acconto)

 

¨ concordare con l’istituto di credito presso il quale è intrattenuto il conto corrente della procedura le modalità di estinzione del conto e farsi rilasciare conteggio delle somme effettivamente disponibili (al netto delle spese di gestione ed estinzione del c/c) alla data presunta dell’esecuzione dei pagamenti indicata dal Curatore

 

¨ predisporre il piano di riparto finale e presentarlo in Cancelleria (art. 110 e 117, comma 1, L.F.)

(Si ricorda che:

1 – deve essere inserito, tra le spese di procedura, il compenso del Curatore così come liquidato in precedenza;

2- per le procedure in corso al 29.11.97, il pagamento delle imposte dirette e/o dell’IVA entro 30 giorni dalla esecutività del piano di riparto rende inapplicabile la sanzione altrimenti dovuta per omesso o ritardato versamento di tali tributi - art. 6 bis, Legge 410/97 – Circolare Ag. Entrate 26/E del 22.3.2002)

3 - vi è, ex Legge 662 del 23.12.1996 – commi 220 e segg., una particolare norma agevolativa, per tutte le procedure ed indipendentemente dalla data di apertura, per i pagamenti a favore dell’INPS)

 

¨ non appena il G.D. ne ha ordinato il deposito in cancelleria, avvisare tutti i creditori (compresi quelli per i quali è pendente un giudizio ex art. 98) allegando copia

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

 

¨ per i crediti condizionati, per i quali la condizione non si è ancora verificata, nonché per i crediti oggetto di contestazione con provvedimento non ancora passato in giudicato, depositare le somme loro spettanti nei modi stabiliti dal G.D. (art. 117 L.F.)

 

¨ decorso il termine per eventuali reclami ex art. 26 L.F. (15 giorni dal ricevimento della comunicazione), chiedere al G.D. l’esecutività del piano di riparto finale depositando in cancelleria il mandato di pagamento con gli importi da ripartire e le prove che i creditori hanno ricevuto le comunicazioni (art. 110 L.F.)

 

¨ inviare ai creditori assegni circolari non trasferibili con raccomandata A/R e/o bonifici

(attenzione: particolari pagamenti come i tributi devono essere effettuati secondo modalità specifiche al Servizio Riscossione Tributi)

 

¨ in caso di creditori irreperibili, procedere ex art. 117, comma 5. Ad ogni modo adeguarsi alla prassi del Tribunale. Per Firenze è questa:

1)    fare istanza al G.D. per essere autorizzato ad aprire presso l’Ufficio postale, libretti di deposito giudiziari nominativi intestati al creditore irreperibile;

2)    cambiare gli assegni circolari intestati ai creditori irreperibili in uno solo intestato a “Poste Italiane SPA Patrimonio Bancoposta”;

3)    prendere contatto con l’Ufficio postale (a Firenze il n. 20 - Via Carlo Alfieri di Sostegno n. 3) e depositare l’assegno e l’elenco dei creditori;

4)    una volta emessi, inviare per PCT istanza di deposito dei libretti. Successivamente depositare in cancelleria copia di cortesia con allegati i libretti giudiziari. In cancelleria portare anche chiavetta USB con un file contenente la lista dei libretti depositati secondo il seguente schema

Data deposito

Nome procedura

Numero proced.

Ist. di credito

Importo

Nome Creditore

 

 

 

PP.TT. FI

 

 

 

 

 

PP.TT. FI

 

 

 

La richiesta di svincolo dei libretti deve essere presentata con istanza alla Cancelleria ed il creditore deve dimostrare il proprio titolo

(dopo 5 anni dal deposito le somme devono essere versate, da parte della Cancelleria, allo Stato - più precisamente al Fondo unico giustizia gestito da Equitalia Giustizia - oppure distribuite ai creditori richiedenti ai sensi del 4 e 5 comma art. 117)

 

¨ fare istanza al Tribunale per la chiusura della procedura (art. 119 L.F.)

(depositando anche un rapporto riepilogativo finale redatto in conformità a  quanto previsto dall'articolo 33, quinto comma L.F.)

(*) per l’applicazione di questa disposizione vedi il commento di seguito:

L'art. 20 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 132, ha aggiunto all'art. 16-bis del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 settembre 2012, n. 221, i seguenti commi:

9-ter. Unitamente all'istanza di cui all'articolo 119, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il curatore deposita un rapporto riepilogativo finale redatto in conformità a quanto previsto dall'articolo 33, quinto comma, del medesimo regio decreto. Conclusa l'esecuzione del concordato preventivo con cessione dei beni, si procede a norma del periodo precedente, sostituendo il liquidatore al curatore.

Tale disposizione si applica "a decorrere dal novantesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento contenente le specifiche tecniche di cui all'art. 16-bis, comma 9-sexies".

 

- Occorre verificare che nel fascicolo siano presenti tutti i documenti ed in particolare- Libro Cassa; Pagamento Foglio Notizie (Camp. Civ./CUF); Matrice assegni ripartizione e/o copie bonifici; Fattura del Curatore, che non fanno parte del fascicolo sul PCT

Controllar inoltre che si siano i seguenti documenti: Stato Passivo; Inventario; Relazione del Curatore; Rendiconto; Liquidazione compenso; Ripartizioni parziali e finali; Domande di ammissione al passivo. Questi documenti dovrebbero essere già sul PCT ma, per i fallimenti dichiarati prima dell'entrata in vigore del PCT stesso, potrebbero non esservi

(inserire il prospetto “PROSPETTO RIASSUNTIVO DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE DA DEPOSITARE CON L'ISTANZA DI CHIUSURA” che si trova tra gli allegati sul sito internet www.fallimento.it o www.librettoverde.it)

Nel prospetto deve essere sempre indicata la residenza anagrafica del fallito o del legale rappresentante della società onde consentire alla Cancelleria la notifica allo stesso del decreto di chiusura

 

¨ se il fallimento si chiude per il caso di cui all’art. 118 – comma 1 – n. 4) prima dell’approvazione del programma di liquidazione (insufficienza di attivo), richiedere prima il parere del Comitato dei Creditori e del fallito (Art. 119, comma 2, L.F.)

 

¨ una volta dichiarata la chiusura, valutare la prassi del Tribunale relativo alle comunicazioni (a Firenze le comunicazioni ex art. 119, comma 1, sono effettuate dalla cancelleria. Valutare se inviare comunicazione anche a tutti i creditori)

 

¨ se fallimento di società e nei casi di chiusura di cui ai nn. 3) e 4), chiedere, spirati i termini per eventuali reclami, la cancellazione dal registro imprese (art. 118 L.F)

(i termini previsti dall’art. 26 L.F. per i reclami sono di 90 giorni dal deposito del provvedimento).

(Modello S3 – n. 6: altri motivi – Causale: cessazione fallimento – Note: dichiarazione del Curatore del decorso del termine per i reclami ex art. 26 L.F. e motivi della chiusura. Codice atto A14 – Spese euro 10,00 esente bollo)

(dal 1 aprile 2010 il modello deve essere presentato alla C.C.I.A.A. con la procedura COMUNICA)

Allegare la seguente dichiarazione:

 

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIO AI SENSI DEGLI ARTT.47 E 76 DPR 445/2000

Il sottoscritto         nato/a a    il         in qualità di curatore fallimentare dell'impresa       , consapevole delle conseguenze penali derivanti in caso di dichiarazione mendace

DICHIARA

che il fallimento R.F.   del Tribunale di      , riguardante l'impresa suddetta, è stato chiuso in data       per    , e che, alla data della presentazione della richiesta di cancellazione dal Registro delle Imprese, si è verificata la decorrenza ai sensi dell'art. 26 R.D. 267/1942 dei termini senza proposizione di reclamo avverso il decreto di chiusura.

Data                                                                   Firma digitale

 

¨ effettuare la cancellazione anche delle eventuali Unità locali iscritte (se presso altre C.C.I.A.A.);

 

¨ disdire la PEC del fallimento (non è necessario attendere i due anni dalla chiusura; tale termine è relativo alla conservazione e non obbliga a tenere aperta la PEC)

 

ADEMPIMENTI IN CASO DI REVOCA DEL FALLIMENTO

 

¨ quando si viene a conoscenza della presentazione dell’istanza di revoca del Fallimento, verificare se la Corte di Appello ha disposto o meno la sospensione delle operazioni di liquidazione ex art. 19 L.F. La sospensione, qualora ricorrano gravi motivi, può essere richiesta anche dal Curatore

¨ anche in caso di mancanza di sospensione ex art. 19 L.F., si consiglia al Curatore di astenersi da atti dispositivi importanti, quali riparti, transazioni o pagamenti rilevanti, se non in caso di necessità

¨ ricevuta la notifica della sentenza di revoca della procedura fallimentare, è opportuno darne comunicazione al comitato dei creditori.

¨ il Curatore ha 30 gg di tempo per l’eventuale ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. Presentare istanza al Giudice Delegato nella quale si comunica la sentenza notificata e si espongono i motivi per i quali si ritiene di essere o non essere intenzionati a proporre ricorso per Cassazione contro la sentenza. In caso di ricorso procedere anche a richiedere la nomina di un legale

¨ quando la sentenza di revoca è passata in giudicato, presentare il rendiconto della gestione

¨ procedere alla restituzione ai legittimi proprietari degli eventuali beni oggetto di azioni revocatorie, previa autorizzazione del Giudice delegato

¨ richiedere al tribunale la quantificazione del compenso del Curatore. Il pagamento del compenso deve poi essere richiesto per vie ordinarie al soggetto obbligato al pagamento in base all’art. 147 del DPR N. 115 del 30/05/2002, cioè il creditore istante o il debitore in caso di colpa per l’errata dichiarazione di Fallimento, l’Erario negli altri casi (vedi approfondimento su www.forumprocedure.it).

¨ richiedere al Giudice Delegato autorizzazione e mandato per la restituzione del saldo del conto corrente e dei beni residui al fallito

¨ presentare in Cancelleria Fallimentare istanza di chiusura del fascicolo della procedura, allegando, in quanto compatibili, gli stessi documenti richiesti in caso di chiusura del fallimento

 

 


APPROFONDIMENTI

 

 

- INTERROGATORIO DEL FALLITO O DEL LEGALE RAPPRESENTANTE

 

- ELEMENTI NECESSARI DI UNA PERIZIA IMMOBILIARE

 


INTERROGATORIO DEL FALLITO O DEL LEGALE RAPPRESENTANTE

La convocazione del fallito o del legale rappresentante deve essere fatta al più presto in modo da poter redigere tempestivamente la relazione ex art. 33 L.F..

 

La convocazione, a mezzo raccomandata A.R., del fallito (o tutti i soci falliti o gli amministratori delle società di capitali) ha lo scopo di:

-         effettuare l’interrogatorio per indagare sulle cause e circostanze del fallimento;

-         ricevere tutta la documentazione ed in particolare:

 

1) LIBRO GIORNALE e LIBRO DEGLI INVENTARI

 

2) LIBRI SOCIALI (LIBRO ASSEMBLEE, LIBRO C.d.A., SOCI) (se società)

 

3) LIBRI FISCALI (LIBRO IVA ACQUISTI, VENDITE, BENI AMMORTIZZABILI ecc)

 

4) FATTURE DI ACQUISTO E DI VENDITA (E DDT EMESSI E RICEVUTI)

 

5) ATTO COSTITUTIVO E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI (solo se società)

 

6) DICHIARAZIONI FISCALI ULTIMI 5 ANNI (UNICO / IVA / SOSTITUTI D’IMPOSTA)

 

7) DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA' AI FINI IVA E SUCCESSIVE VARIAZIONI

 

8) BILANCI ULTIMI 5 ANNI (CON RELATIVE SCHEDE DI MASTRO)

 

9) SITUAZIONE CONTABILE ALLA DATA IN CUI SONO AGGIORNATE LE SCRITTURE CON SCHEDE MASTRO

 

10) DENARO E VALORI ESISTENTI IN CASSA ALLA DATA IN CUI LE SCRITTURE SONO AGGIORNATE COSI’ COME RISULTA DALLA RELATIVA SCHEDA DI MASTRO (oppure, se si sono compiute successivamente operazioni di cassa ma non sono state ancora registrate:  DENARO E VALORI ESISTENTI IN CASSA ALLA DATA DEL FALLIMENTO con prospetto di riconciliazione tra la consistenza risultante dalla contabilità e quella risultante alla data del fallimento e produzione degli eventuali titoli giustificativi di uscita di cassa)

 

11) ELENCO COMPLETO DI TUTTI I CREDITORI (CON L'INDICAZIONE DELL'IMPORTO, DELL'INDIRIZZO POSTALE E DELL’INDIRIZZO PEC)

 

12) ELENCO DEI DEBITORI (CON L’INDICAZIONE DELL'IMPORTO, DEI TITOLI GIUSTIFICATIVI E DELL'INDIRIZZO CON IL C.A.P.)

 

13) ELENCO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO CON CUI LA FALLITA DITTA INTRATTENEVA RAPPORTI CON INDICAZIONE DEL SALDO ALLA DATA DEL FALLIMENTO E QUELLO AI SEI MESI PRECEDENTI NONCHE’ GLI ESTRATTI CONTO

 

14) ELENCO DEI BENI ESISTENTI ALLA DATA DEL FALLIMENTO CON STIMA DEL LORO VALORE ED INDICAZIONE DEI LUOGHI OVE SONO CUSTODITI

 

15) ELENCO DEL PERSONALE DIPENDENTE AL MOMENTO DEL FALLIMENTO e LIBRI DEL PERSONALE

 

16) CONTRATTO DI AFFITTO DEI LOCALI (oppure CONTRATTO DI AFFITTO DI AZIENDA o dei BENI STRUMENTALI)

 

17) ELENCO DEI CONTRATTI IN CORSO (ASSICURAZIONI,…)

 

18) ELENCO DELLE ESECUZIONI IN CORSO E/O SUBITE

 

19) ELENCO DELLE CAUSE PENDENTI (CONTENZIOSO IN CORSO CIVILE E/O FISCALE) CON INDICAZIONE DEI LEGALI

 

20) SE SOCIETA’, ELENCO DELLA CASELLE E MAIL UTILIZZATE (IVI COMPRESO LA PEC) CON LE CREDENZIALI DI ACCESSO

 

21) ELENCO DEI MARCHI UTILIZZATI INDICANDO, NEL CASO, GLI ESTREMI DI RESISTRAZIONE E LA DATA DI SCADENZA

 

22) ELENCO DEI DOMINI INTERNET CHE LA SOCIETA’ UTILIZZA CON INDICAZIONE DEL PROVIDER CHE INTRATTIENE IL SERVIZIO DI HOSTING

 

¨ Prima di procedere all’interrogatorio, accertarsi dell’identità del comparente chiedendogli un documento di identità; informarlo anche che può farsi assistere da un legale o altro consulente.

 

¨ Il verbale redatto dal Curatore, quale pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, è atto pubblico e come tale fa fede fino a querela di falso.

Ciò nonostante, nei casi in cui si reputi necessario, può essere opportuna la presenza all’interrogatorio anche di un eventuale collaboratore del Curatore che poi provvederà, come testimone, a controfirmare il verbale.

 

¨ Al termine dell’interrogatorio, può essere opportuno informare il fallito dei suoi diritti e doveri ai sensi della Legge Fallimentare (obbligo di consegna della corrispondenza, di comunicazione di variazioni nella residenza o nel domicilio)

 

¨ Oltre alla copia cartacea, sarebbe molto utile richiedere anche la copia PDF di tutta la documentazione. In tal caso, dopo la consegna al Curatore, potrebbe essere utile rilasciare una copia delle scritture contabili (su supporto magnetico) al fallito ex art. 86 L.F. facendosi rilasciare ricevuta

 


 

ELEMENTI NECESSARI DI UNA PERIZIA IMMOBILIARE

 

Art. 173-bis Disposizioni di attuazione del codice di procedura civile

Contenuto della relazione di stima e compiti dell'esperto

I. L'esperto provvede alla redazione della relazione di stima dalla quale devono risultare:

1) l'identificazione del bene, comprensiva dei confini e dei dati catastali;

2) una sommaria descrizione del bene;

3) lo stato di possesso del bene, con l'indicazione, se occupato da terzi, del titolo in base al quale è occupato, con particolare riferimento alla esistenza di contratti registrati in data antecedente al pignoramento;

4) l'esistenza di formalità, vincoli o oneri, anche di natura condominiale, gravanti sul bene, che resteranno a carico dell'acquirente, ivi compresi i vincoli derivanti da contratti incidenti sulla attitudine edificatoria dello stesso o i vincoli connessi con il suo carattere storico-artistico;

5) l'esistenza di formalità, vincoli e oneri, anche di natura condominiale, che saranno cancellati o che comunque risulteranno non opponibili all'acquirente;

6) la verifica della regolarità edilizia e urbanistica del bene nonché l'esistenza della dichiarazione di agibilità dello stesso previa acquisizione o aggiornamento del certificato di destinazione urbanistica previsto dalla vigente normativa.

7) in caso di opere abusive, il controllo della possibilita' di sanatoria ai sensi dell'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e gli eventuali costi della stessa; altrimenti, la verifica sull'eventuale presentazione di istanze di condono, indicando il soggetto istante e la normativa in forza della quale l'istanza sia stata presentata, lo stato del procedimento, i costi per il conseguimento del titolo in sanatoria e le eventuali oblazioni gia' corrisposte o da corrispondere; in ogni altro caso, la verifica, ai fini della istanza di condono che l'aggiudicatario possa eventualmente presentare, che gli immobili pignorati si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 40, sesto comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 ovvero dall'articolo 46, comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, specificando il costo per il conseguimento del titolo in sanatoria; (1)

8) la verifica che i beni pignorati siano gravati da censo, livello o uso civico e se vi sia stata affrancazione da tali pesi, ovvero che il diritto sul bene del debitore pignorato sia di proprietà ovvero derivante da alcuno dei suddetti titoli;

9) l'informazione sull'importo annuo delle spese fisse di gestione o di manutenzione, su eventuali spese straordinarie già deliberate anche se il relativo debito non sia ancora scaduto, su eventuali spese condominiali non pagate negli ultimi due anni anteriori alla data della perizia, sul corso di eventuali procedimenti giudiziari relativi al bene pignorato.

 

Devono essere allegati:

¨ rappresentazione mappale dell’immobile al Nuovo Catasto Terreni;

¨ certificato di destinazione urbanistica;

¨ certificato Catastale dell’Ufficio Tecnico Erariale;

¨ planimetrie e foto dell’immobile;

¨ visure ipotecarie da cui risultino gli estremi delle trascrizioni e delle iscrizioni ipotecarie con domicilio dei creditori compresi oneri e vincoli che restano a carico dell’acquirente e vincoli incidenti sulla natura edificatoria e connessi con il carattere storico artistico;

¨ se il bene è occupato il titolo dell’occupazione (e l’indicazione della sua eventuale registrazione) oppure se vi è un’occupazione senza titolo;

¨ copia dell’atto di provenienza dell’immobile con i valori accertati e concordati dall’Ufficio del Registro;

¨ eventuale copia della domanda di condono edilizio;

¨ elenco delle eventuali difformità ex L. 47/85;

 

Richiedere al perito la redazione della perizia anche su supporto digitale per la pubblicazione in Internet al momento della pubblicità per la vendita

Il perito deve alla fine indicare la descrizione sintetica da riportare negli avvisi di vendita